50 special

Quando nascesti nel ’67, nessuno avrebbe immaginato che i 50 avrebbero rappresentato per te un traguardo surreale e impensabile da raggiungere. Quando nasce una vita, quando un bambino vede la luce per la prima volta, non si pensa mai che sarà destinata a finire; perché la vita è ciò che dà senso al disordine e pensare alla morte crea soltanto una serie di vertigini e di sgomento a cui non si fa mai l’abitudine.

Ovunque tu sia, spero che tu stia bene. Che ora i tuoi nuovi amici ti stiano cantando “buon compleanno” in francese e che più tardi andrai a giocare a calcio o a tennis con i più sportivi. Dopotutto, 50 anni non li compi tutti i giorni. È la metà di un secolo, è una data importante nell’esistenza di una persona.

Ovunque tu sia, so che sei in pensiero per noi e che ti manchiamo possibilmente più di quanto tu manchi a noi. Ma noi stiamo bene. Ci vogliamo bene, siamo tutto quello che ci è rimasto. E per quanto molto spesso il mio carattere tendenzialmente scorbutico ed atrabiliare non lo lasci intendere, mamma e Vitto sono tutto per me. Le amo con tutta me stessa e cerco di prendermi cura di loro. So che è quello che avresti fatto tu e voglio continuare il tuo operato.

Ovunque tu sia, sai che non dovresti essere lì. Dovresti stare qui, con me, con la tua famiglia, coi tuoi amici, coi tuoi colleghi. Oggi, più che mai, dovresti svegliarti accanto a tua moglie, dovresti essere coccolato dalle tue bambine, dovresti ricevere millemila telefonate di auguri, dovresti mangiare della torta. E purtroppo no, ti tocca assistere a ciò che sicuramente odi di più, ovvero il mio pianto. Detesto piangere ma non posso fare altrimenti quando sento il mio cuore farsi piccolo, rinchiudersi ed accartorciarsi, fino a sparire. Neanche lo sento più battere.

Ovunque tu sia, non dovresti stare lì e non te ne sto facendo una colpa perché so perfettamente che non hai deciso tu di intraprendere questo viaggio che chissà se ha una meta. Sono ancora molto arrabbiata, ecco tutto. Ciò che più di spontaneo mi verrebbe da dire è che l’unica con cui dovrei prendermela è la vita, che ad aprile di qualche tempo fa ha fatto ad entrambi questo bel regalo; ma voglio essere giusta e rifrasare le parole che qualcuno mi ha detto: “Devi essere in grado di trarne il meglio, anche in situazioni così.” Dunque arrabbiarsi o intristirsi non ha senso. Sto ancora lavorando sul significato chiaramente intrinseco che ci puo’ essere dietro la tua scomparsa e accetto volentieri suggerimenti, perché ancora non lo percepisco.

Ho conosciuto qualcuno che mi rende davvero felice. È questa persona colei che mi spinge a dare un calcio alla bestia che mi porto addosso, alla mia depressione. Mi ha fatto notare la debolezza dell’anima che dimostro, facendo vincere il mio mostro, e questo mi fa capire come non sia proprio da me. Non mi arrendo mai e mi voglio ripetere di essere incredibilmente forte, invincibile. Guarirò e, se lo dico, è perché so di esserne capace.

Vivrò, papà. Vivrò la mia vita al meglio e godendomi ogni secondo di essa; la vivrò così bene che quando ci rivedremo, staremo secoli a parlarne e a commentarla insieme. Vivrò la mia vita al meglio anche per te, per farti giustizia. La vivrò anche per te, che non ne hai avuto la possibilità.

Joyeaux anniversaire.

@layalke 🐍

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